"Il senso di vivere nel deserto sta nel mortificare se stessi, nel fare penitenza, nell'umiltà, nel distacco intero dalla roba, dagli onori, nella resistenza ai piaceri, nel perdono ai nemici, nell'amore sincero del prossimo, nell'attività sorprendente.
Questo si ammira nei santi Solitari, e l'avaro, e il superbo, e l'impudico, e il goloso, e il negligente ed il vendicativo scopre chiaramente la deformità del proprio stato, che attenendosi al pensare del secolo non può rilevare.
Talvolta l'uomo del secolo offeso e stanco della Società, ordinariamente infedele, brama la solitudine, e s'immagina l'eremo come una medicina al suo cuore amareggiato, e si finge il deserto come una ricreazione alla sua mente oppressa dall'idee sociali. Ma a tali immaginazioni
non corrispondono le circostanze delle solitudini, nelle quali si rinchiusero i divini Anacoreti, nè tali intenzioni ve li condussero.
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